Paura del nulla, del niente, dell'inconsistenza dell'essere. Paura che dopo la nostra morte noi saremo dissolti nel nulla, torneremo nel nulla, noi saremo niente.
Da piccolo c'era un pensiero che a volte mi sovveniva e con esso venivo risucchiato da una incommensurabile idea che mi divorava e mi gettava nello sgomento.
Mi dicevo: cosa mai porebbe esistere oltre l'universo? Oltre l'immenso universo come esistenza stessa di materia o dimensione che per quanto immenso possa essere é pur finito, circoscritto. O é illimitato, l'universo e la nostra esistenza? Per quanto inpensabile, incontenibile in un pensiero umano per volume ed immensità, ebbene, se non ci fosse questo, cos'altro potrebbe esistere, essere concepito come materia come immensità, come dimensione, come universo?
Non sono mai riuscito, ancora fino ad oggi, a darmi una risposta soddisfacente, accettabile, consolatoria, malgrado questo senso del nulla che mi deprime e mi risucchia come un buco nero.
La domanda che ci affligge e che ci scompiglia come un tornado l'equilibrio mentale é: che senso ha la nostra esitenza? Che senso ha vivere? Quale é il significato della nostra esistenza? Che cosa sarà mai di me, di noi, oltre la morte?
domenica 13 gennaio 2008
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