
L'immagine della Gorgone ci rimanda in un arcaico luogo, in un remoto territorio della mente, in un labirintico percorso sconosciuto ed irrazionale.
Si riferisce, ci richiama a quell' l'incontro rimosso nelle più profonde viscere della mente: pietrificante come il gelo delle notti invernali. Ci ricorda e ci mette in allarme sull'eventualità di imbatterci con il nostro "monstrum" durante certi momenti della notte o della nostra vita. Momenti oscuri e luminosi all'unisono.
Lo sguardo terrificante della Gorgone é il nostro vero volto occulto. Un volto trasfigurato e terrificante, profondo come un oscuro pozzo irrazionale, una vertigine di terrore. Abbiamo imparato a coprirci con una maschera per non autodistruggerci, ma percepiamo la sua presenza quando siamo in completa solitudine o al buio. Temiamo che si manifesti da un momento all'altro, a nostra insaputa, all'improvviso, ci sembra di percepirla, a volte con la coda dell'occhio, in un movimento furtivo, immaginato e percepito. La sentiamo avvicinarsi silenziosa, guardinga e arrogante...quando inspiegabilmente i peli delle braccia e della nuca si rizzano all'unisono percorsi da un fremito in un infinito brivido che ti percorre per tutta la schiena, portandoti sulla soglia del limite della paura, facendoti perdere il lume della ragione...
Lo specchio, come la mascherà, é l'unica arma di cui disponiamo per difenderci da quello sguardo orrorifico e pietrificante. Lo specchio ci rimanda alla realtà delle apparenze rassicuranti e solide. Lo specchio ci riflette l'immagine che più ci aggrada e che ci siamo fabbricati. Lo specchio ci inganna e ci deforma dolcemente la realtà.

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